Corpo, Natura e Trasformazione
Il mio lavoro nasce da un dialogo intimo e continuo con la natura. Non è solo una fonte di ispirazione, ma una presenza viva, una relazione profonda che attraversa il mio sentire e si traduce in immagine.
Le opere che compongono Tra Radice e Luce prendono forma attraverso l’incontro di tecniche antiche e gesti lenti: la cianotipia, l’ecoprint e il ricamo su carta.
La cianotipia, con il suo blu intenso e vibrante, è una tecnica fotografica che utilizza la luce per imprimere tracce e presenze. L’ecoprint, invece, porta direttamente sulla carta l’impronta reale delle piante: foglie e fiori rilasciano colore e forma, lasciando una memoria tangibile del loro passaggio.
Il ricamo attraversa queste superfici con un gesto paziente e meditativo, cucendo, unendo, talvolta ferendo la carta per poi ricomporla. Queste tecniche non sono scelte solo per il loro valore estetico, ma per il loro significato: lavorare con la luce, con la materia vegetale e con il filo significa entrare in relazione con il tempo, con la trasformazione, con la cura.
La natura, per me, è un luogo di ascolto e di guarigione. Le erbe, i fiori, le radici custodiscono una sapienza antica, silenziosa. Nel loro ciclo vitale – nascita, crescita, trasformazione – riconosco un riflesso del percorso umano, e in particolare del corpo femminile.
Il corpo della donna, nelle mie opere, non è mai rappresentato come forma chiusa o definita. È una soglia, un territorio attraversato da forze visibili e invisibili. A volte emerge con chiarezza, altre si frammenta, si dissolve, si lascia attraversare dalla materia vegetale. Diventa radice, foglia, traccia.
Questa relazione tra donna e natura non è decorativa, ma essenziale. Entrambe condividono una stessa energia: la capacità di generare, trasformarsi, resistere e rigenerarsi. Una forza che è al tempo stesso delicata e potente, fragile in apparenza ma profondamente determinata.
Nelle mie opere cerco di restituire questa dualità: leggerezza e radicamento, vulnerabilità e forza. Il filo che attraversa la carta è un gesto di cura, ma anche un segno che incide, che attraversa, che tiene insieme ciò che è fragile. È una linea sottile tra ferita e ricucitura, tra separazione e unione.
Lavorare con questi materiali significa accettare l’imprevedibilità: ogni stampa è unica, ogni impronta è irripetibile. La natura lascia il suo segno, ma non si lascia mai controllare del tutto. In questo spazio di ascolto e di attesa si inserisce il mio gesto, che non impone ma accompagna.
Tra Radice e Luce è un invito a rallentare, a osservare, a entrare in relazione con ciò che è essenziale. È un percorso che attraversa il corpo e la materia, la memoria e la trasformazione. Tra radice e luce, il corpo diventa luogo di passaggio: custodisce la terra, accoglie la luce, e nel loro incontro trova una forma possibile di equilibrio, di consapevolezza e di guarigione interiore.

